Lettori fissi

venerdì 9 aprile 2010

UNA CAMERA DEI DEPUTATI FORMATA NON DA ELETTI DAL POPOLO, MA DA NOMINATI DEI PARTITI HA LE CARTE IN REGOLA PER MODIFICARE LA COSTITUZIONE?

Siamo reduci da una campagna elettorale segnata dall’aspro conflitto, interno ed esterno ai partiti, tutto giocato sul filo delle preferenze per il rinnovo di consigli comunali e regionali , di presidenti regionali e sindaci , in cui il rilievo dato alla persona del singolo candidato giunge al punto di legittimare il voto disgiunto. In questo fine settimana avremo l’epilogo di questa vicenda con i ballottaggi in comuni e province, in cui appunto vengono prima le persone candidato che le forze politiche che le sostengono. A fronte di tutto questo assistiamo alla riscoperta da parte delle forze politiche di maggioranza del tema, prima accantonato, delle riforme: d’altra parte come i sindaci nell’arco di una legislatura non possono non metter mano agli strumenti urbanistici, i vecchi piani regolatori ora a seconda delle Regioni piano strutturali o operativi, per dimostrare che han fatto qualcosa, chi sta a Palazzo Chigi non può non prevedere di fare qualcosa per riformare la seconda parte della Costituzione. Magari male, come fece questa stessa maggioranza nel 2006, come ha dimostrato l’esito del referendum confermativo del giugno 2006 in cui il voto popolare ha bocciato la riforma. Le cose , da allora, sono cambiate: infatti la legge elettorale del 2006 ha eliminato per l’elezione dei Deputati quelle preferenze che sono state non solo al centro di questa ultima tornata amministrativa ma addirittura per 60 anni, dalla Costituente alla Camera dei Deputati del 2001 , lo strumento attraverso cui l’elettore poteva scegliere il proprio rappresentante al Parlamento. Sorge spontanea una domanda: è legittimata una Camera dei Deputati formata da rappresentanti del popolo non eletti direttamente bensì nominati dalle segreterie delle forze politiche (si è chiamati a rappresentare il popolo in ragione della posizione che si occupa nella lista) a riformare la Costituzione, ovvero la legge suprema che regolamenta competenze, attribuzioni e funzionamento di tutti gli organi dello Stato e degli altri enti pubblici ? Nel votare un’eventuale riforma saranno i deputati più attenti alla volontà degli esponenti delle forze politiche, da cui dipende la loro riconferma nelle liste per il rinnovo della Camera dei Deputati, o alla volontà del popolo che li ha eletti, incessantemente evocata dal presidente del consiglio negli ultimi due anni ?

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