L’insediamento di Giunta Municipale con due referati assegnati a nostri consiglieri e di presidenza della Municipalità di Venezia con il contestuale avvio dei processi per l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri eletti nelle Municipalità in cui ha vinto il centro sinistra segna l’inizio di una fase nuova per Italia dei Valori a Venezia . Certo dopo il congresso dello scorso febbraio Italia dei Valori sta vivendo nella città lagunare una particolare dimensione dell'alternativa possibile lanciata a Roma dal presidente Di Pietro, indicando per IdV un cambio di strategia che l'ha vista candidarsi per il governo non solo degli enti locali ma anche dell'intero Paese : è, infatti, fortemente avvertita l'esigenza di connotare con le presenze dei nostri eletti l’avvio di una nuova fase della gestione e dell’esercizio del potere nel contesto della macchina comunale e dei suoi infiniti rigigagnoli,dalle municipalità alle società partecipate con il ventaglio di nomine e designazioni che partono dall’ente comune. La discontinuità rispetto alla Giunta Cacciari è il tratto pregnante della maggioranza che guida ora Venezia e, in particolare, del nostro partito , la prima forza politica a dare il suo sostegno forte e indiscusso alla candidatura Orsoni sin dall’avvio delle primarie
Queste premesse non possono non avere una ricaduta sull’azione politica del partito rispetto alle decisioni che debbono essere assunte ai diversi livelli. Il riferimento costante ai principi di legalità e trasparenza nell’azione amministrativa è stato alla base della nostra campagna elettorale , ma, come documentano anche gli impegni fatti sottoscrivere dal partito a ciascun candidato all’atto dell’accettazione dell’inserimento in lista, deve tradursi per coloro che sono stati chiamati a rappresentare i nostri elettori in una pratica quotidiana nell’ambito dell’attività amministrativa.
Il mandato che hanno ricevuto gli eletti dalla nostra base è tutt’altro che equivoco e va proprio in questo senso: e chi è stato eletto deve certamente ringraziare quanto gli hanno accordato la preferenza, ma non deve nemmeno dimenticare gli oltre seimila voti IdV per il Consiglio Comunale che non hanno espresso preferenza ma che , probabilmente, nutrono nei confronti dei nostri consiglieri comunali e di municipalità grandi aspettative di rinnovamento. Questi elettori , il cui patrimonio poteva essere ben maggiore se non ci fosse stata la diaspora grillina (quasi 4mila voti) , debbono potersi riconoscere non solo nelle nostre proposte ed iniziative di cui IdV si farà promotrice ma anche nei provvedimenti che la Giunta Comunale adotterà. Certo nei settori per cui ai nostri rappresentanti è stata affidata la delega l’impegno sarà più cogente, nel senso che provvedimenti in palese contrasto con i principi di legalità e trasparenza non saranno ammissibili, ma pure negli altri ambiti l’impegno non sarà minore, proprio perché la natura collegiale della Giunta Comunale e del Consiglio di Municipalità consente di far verbalizzare il proprio dissenso. Che potrà essere non solo doveroso ma addirittura dovrà, in prospettiva sempre, essere pubblicizzato. Perché chi rappresenta il partito deve nel nostro caso saper essere voce soprattutto di chi non ha dato preferenze, ma ha chiesto di essere rappresentato dando fiducia all’organizzazione partito, alla sua capacità di essere efficace mediazione fra società civile e sua rappresentanza politica. D’altra parte è solo grazie a questi voti “senza nome” ma carichi di speranza che IdV ha conseguito un grandissimo successo elettorale: ed è una dote che il mancato rispetto nella pratica amministrativa dei principi di legalità e trasparenza rischia di far disperdere.
Il problema della rappresentanza di IdV negli organi elettivi è stato risolto con la proclamazione degli eletti: la partita più dura comincia ora è quella della rappresentatività. Non sono giochi di parole: il futuro politico di IdV è racchiuso nella capacità dei nostri eletti di fare sintesi al punto di riuscire ad essere rappresentativi anche di chi ci ha votato solo per l’affermazioni di principi come legalità e trasparenza dell’azione amministrativa e stato di diritto. Non è poco e non è facile: bisogna talora avere il coraggio di dissociarsi e far verbalizzare il nostro dissenso. Solo così sarà possibile conservare la credibilità politica, grande risorsa per il presente e il futuro di Italia dei Valori.
Bisogna, infine, avviare un censimento delle competenze dei nostri iscritti e dare loro spazio, proprio alla luce di questo criterio, nell’assegnazione di nomine e incarichi cui il partito dovrà provvedere
La fase che ha portato all’individuazione degli assessori che ci rappresentano in Giunta è stata contraddistinta dalla presentazione dei curricula degli eletti ai fini di far luce sulle loro competenze e esperienze pregresse per valutare la loro idoneità agli incarichi. E’ una questione di metodo e di regole – sul cui rispetto non può non fondarsi l’organizzazione di un partito come il nostro, – che debbono guidarci in questa delicata fase . La trasparenza non va solo proclamata ma anche faticosamente praticata : nomine e designazioni che possano essere ricoperte da iscritti al partito debbono essere portate da assessori, consiglieri comunali e di municipalità a conoscenza del coordinatore comunale e provinciale con indicazioni di possibili candidati. Dovranno essere individuati in maniera collegiale e partecipata i candidabili e a segnalati i relativi nominativi ai preposti alle nomine . Solo garantendo legalità e trasparenza nella gestione di questa impegnativa partita sarà possibile porre le premesse per un’organizzazione di IdV in grado di fronteggiare i gravosi compiti che il successo elettorale ha accollato al partito. E soprattutto sottrarsi al rischio di disperdere inopinatamente questo successo.
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