Lettori fissi

venerdì 2 aprile 2010

LE PRESE DI POSIZIONE DI ZAIA E COTA SULLA PILLOLA ABORTIVA SONO SOLO FONTE DI DISINFORMAZIONE

I neo presidenti delle Giunte Regionali di Veneto e Piemonte hanno dichiarato a gran voce che la decisione se somministrare o meno la pillola antiabortiva spetta alle Regioni ordinarie in quanto , in base all´art. 117 Costituzione la sanità è materia che rientra , non essendo ricompresa fra le materie attribuite alla competenza esclusiva dello Stato ,in quelle la cui disciplina deve essere emanata dalle Regioni. La presa di posizione è, a dir poco, discutibile
in quanto lo stesso art.117 attribuisce allo Stato la "determinazione dei
livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazional".La
decisione su quali farmaci possono essere utilizzati per i trattamenti sanitari
rientra a pieno titolo fra i diritti sociali che debbono essere garantiti in
modo uniforme su tutto il territorio italiano: per cui non è ciascuna Regione
competente in maniera esclusiva in materia sanitaria a poter decidere quali
farmaci possono essere somministrati, ma la questione eventualmente dovrà essere preliminarmente affrontata nella Conferenza Stato - Regioni che vede appunto i presidenti di quest'ultime confrontarsi con lo Stato anche sulle tematiche di esercizio della potestà legislativa. Francamente un conto è non condividere l'introduzione nel nostro sistema della cosidetta pillola abortiva come cittadino, un conto è esprimere questa opinione come rappresentante dell'Ente che è tenuto a dare attuazione a decisioni legittimamente assunte in contesti romani. Spiace dirlo, ma esprimersi nei termini usati da Zaia e da Cota su una questione così delicata crea vera e propria disinformazione. La via corretta sarebbe stata seguire l'approccio appena illustrato: e visto anche il tenore degli inviti rivolti ai direttori generali delle Asl a non applicare questo trattamentoon non si può che pensare a intenti strumentalizzatori. Ma è più crticabile l'atteggiamento di chi intende applicare la legge nazionale o di chi invita a boicottarla? La cosa è tanto più grave se si pensa che la forza politica che esprime questi due presidenti ha tutti gli strumenti democratici per far affermare i principi di cui intende farsi portatrice anche in contesto romano. Se si vuol fare dell'Italia uno stato confessionale, lo si dica: non faremmo che prendere l'esempio dei tanto vituperati paesi in cui la religione di stato è quella mussulmana.Altra via non esiuste.

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