Lettori fissi

domenica 25 aprile 2010

Berlusconi teme Fini, soprattutto perchè può sottrargli il ruolo di vittima e perseguitato , che tanto gli ha reso in termini elettorali

Tre fatti. Il presidente del Consiglio invita Fini a scegliere fra la carica istituzionale di presidente della camera , al di sopra delle parti, e il fare politica da semplice deputato e iscritto al PdL, ovvero in veste di parte. Il moralismo, nel senso deteriore del termine ., ci restituisce un Berlusconi in gran forma che finge di ignorare il doppio ruolo di proprietario di diverse aziende in vari ambiti (comunicazione editoria banche ..) e di capo dell’esecutivo da lui ricoperti ed invoca un possibile conflitto di interessi fra il politico investito di una carica istituzionale e la sua militanza in un partito. Prendendo a prestito le parabole evangeliche il premier vede la pagliuzza sotto gli occhiali di Fini e ignora la trave conficcata nell’orbita di uno dei suoi occhi. La cosa , per di più, potrebbe avere un qualche fondamento se la richiesta partisse da un esponente dell’opposizione: ma risulta incomprensibile nel caso di specie, in quanto Berlusconi e Fini sono espressione della stessa maggioranza e militano nello stesso partito. Certo in Italia oggi fra il conflitto d’interessi di Fini e quello irrisolto da 17 anni di Berlusconi è evidentemente prioritaria la soluzione del primo
Il presidente del Consiglio, durante la prima direzione del Popolo della Liberta convocata a un anno e 20 giorni dalla nascita del partito (in compenso tutta on line) mette in vendita “Il giornale”, il quotidiano non suo (ma del fratello), ad una cordata di ipotetici imprenditori amici(ma ne ha di così generosi?) di Fini. Esempio impagabile di liberalismo e liberalità!
Infine il grottesco. Fini inizia (sic!) una campagna mediatica per far conoscere il suo punto di vista sulle vicende interne al partito di maggioranza relativa: ovviamente comincia dalle reti Rai. Forse bisognerebbe rammentare a Fini che il suo sdoganatore politico conduce da 17 anni ininterrottamente una campagna mediatica personale, imbarazzante per qualsiasi politico democraticamente eletto in qualunque paese del mondo. Lui incomincia solo ora, con la pretesa di far valere i diritti delle minoranze all’interno di un Partito controllato nella stragrande maggioranza da Berlusconi. Eppure il presidente del consiglio teme Fini!Perchè mai? Il vero rischio è che, visti i presupposti, gli possa , probabilmente grazie alle scelte dello stesso premier, sottrarre la parte di vittima e perseguitato che Berlusconi recita egregiamente da sempre , fonte di buona parte dei suoi successi politici ed elettorali. Quanti dei suoi elettori lo compiangono! E se cominciassero a compiangere Fini ? Il rischio c’è e bisogna provvedere.

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