Lettori fissi

domenica 28 febbraio 2010

AUMENTO DELLE INSUFFICIENZE?BASTA NUMERI; DITECI QUALCOSA CHE ABBIA LA PARVENZA DI PEDAGOGICO

Purtroppo dal ministero dell'istruzione da due anni vengono dati letteralmente
i numeri della scuola, suddivisi fra esuberi degli insegnanti e le esuberanze
degli studenti.Ogni occasione è buona per darne, con un messaggio subliminale
sotteso : la necessità di un sempre maggior rigore,che investa equanimemente
docenti e discenti, visto come panacea. La serietà che la ministra invoca per
la scuola, dovrebbe in primo luogo diventare regola nel dicastero cui lei
sovrintende: non solo tutte le componenti debbono vivere con maggior serietà la
scuola, ma in primo luogo chi fa le regole in base a cui si vive, si boccia e
si promuove a scuola dovrebbe prendere consapevolezza che negli ultimi due anni
ha agito e continua ad agire con assai poca serietà. L'incremento delle
insufficienze nel profitto e nella condotta non è un trofeo da esibire, ma un
dato su cui riflettere sotto il profilo pedagogico ed educativo, non
un'emergenza da tamponare ma un elemento oggettivo da cui ripartire perchè la
scuola e chi vi opera riannodi il filo , spezzato, che dovrebbe legarla al
corpo sociale.Tutto nella società odierna scredita la scuola: forse solo la
crisi economica potrà restituirle il ruolo che ha a lungo avuto come volano,
strumento per consentire al giovane, che non avesse i beni di fortuna di latina
memoria, di acquisire ruolo e considerazione nella società. L'aumento dei
bocciati sta a significare , in primo luogo, un'estensione dell'atteggiamento
di rifiuto della scuola così come è da parte degli studenti. Bisognerebbe
invece che fare i soliti appelli al rigore pensare SERIAMENTE come e dove
cambiare la scuola per renderla più aderente alle esigenze di famiglie e
studenti , non certo alle richieste di una realtà produttiva cui interessa non
l'educazione, ma l'addestramento.

venerdì 12 febbraio 2010

Il Paese dove tutti fanno il loro dovere non ha eroi...

La diffusa convinzione a diffidare , sempre e comunque, dell'emergenza è stata , purtroppo, rafforzata dalle cronache di queste ore. Anche nella vita di tutti i giorni a ciascuno di noi capita di incappare in esagitati signori e signore espertissimi nel crearne ad arte, istituzionalizzando , come sta cercando di fare il nostro governo con il drecreto legge sulla Protezione Civile Spa, , l'emergenza. Invece di istituzionalizzare tecniche e metodi per evitare il verificarsi di questi insani episodi,definiti emergenze, si istituzionalizza il ...pronto soccorso. Per motivi opposti e' sospetta tanto l'emergenza creata dall'alluvione, perchè c'è evidentemente chi non ha posto in essere i presidi di gestione del territorio e delle acque idonei a prevenirle, quanto l'opera pubblica che diviene emergente per dare tempi certi sulla sua realizzazione. Ma che ci sta a fare il Ministro per l'Innovazione e la Pubblica Amministrazione? Invece di fare la campagna elettorale per aggiungere ai suoi incarichi anche quello di sindaco di Venezia , si preoccupi di organizzare meglio il lavoro dei pubblici dipendenti, il cui apporto è fondamentale non nelle emergenze ma prima, per evitarne l'insorgere.Non basta che la gente si rechi al lavoro, bisogna assicurarsi che poi faccia qualcosa di utile per la collettività Ma si sa l'emergenza distrae,e gli italiani dei nostri giorni solo il nostro beneamato governo sa di quali e quante distrazioni abbisognino.Ma il nostro popolo ha bisogno di tutto meno che di eroi che finiscono in polvere . Non saranno mai abbastanza elogiate queste sempreverdi parole di Francesco Saverio Nitti " Il Paese dove tutti fanno il loro dovere, il Paese dove la solidarietà è grande , non ha eroi". Eroi e uomini forti sono fondamentali per ogni terapia conservativa del potere, quale che ne sia la base, il fondamento.