Purtroppo dal ministero dell'istruzione da due anni vengono dati letteralmente
i numeri della scuola, suddivisi fra esuberi degli insegnanti e le esuberanze
degli studenti.Ogni occasione è buona per darne, con un messaggio subliminale
sotteso : la necessità di un sempre maggior rigore,che investa equanimemente
docenti e discenti, visto come panacea. La serietà che la ministra invoca per
la scuola, dovrebbe in primo luogo diventare regola nel dicastero cui lei
sovrintende: non solo tutte le componenti debbono vivere con maggior serietà la
scuola, ma in primo luogo chi fa le regole in base a cui si vive, si boccia e
si promuove a scuola dovrebbe prendere consapevolezza che negli ultimi due anni
ha agito e continua ad agire con assai poca serietà. L'incremento delle
insufficienze nel profitto e nella condotta non è un trofeo da esibire, ma un
dato su cui riflettere sotto il profilo pedagogico ed educativo, non
un'emergenza da tamponare ma un elemento oggettivo da cui ripartire perchè la
scuola e chi vi opera riannodi il filo , spezzato, che dovrebbe legarla al
corpo sociale.Tutto nella società odierna scredita la scuola: forse solo la
crisi economica potrà restituirle il ruolo che ha a lungo avuto come volano,
strumento per consentire al giovane, che non avesse i beni di fortuna di latina
memoria, di acquisire ruolo e considerazione nella società. L'aumento dei
bocciati sta a significare , in primo luogo, un'estensione dell'atteggiamento
di rifiuto della scuola così come è da parte degli studenti. Bisognerebbe
invece che fare i soliti appelli al rigore pensare SERIAMENTE come e dove
cambiare la scuola per renderla più aderente alle esigenze di famiglie e
studenti , non certo alle richieste di una realtà produttiva cui interessa non
l'educazione, ma l'addestramento.
domenica 28 febbraio 2010
AUMENTO DELLE INSUFFICIENZE?BASTA NUMERI; DITECI QUALCOSA CHE ABBIA LA PARVENZA DI PEDAGOGICO
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento