Dopo due anni a invocare il merito nella valutazione dei pubblici dipendenti,
con buona pace del ministro Brunetta e della ministra Gelmini, che aveva
addirittura promesso la destinazione del 30% di quanto sarebbe stato
risparmiato dai tagli sugli organici della scuola a incentivare i lavoratori
più meritevoli, ci hanno pensato il ministro Tremonti e il presidente del
consiglio Berlusconi a far perdere al governo in carica qualsiasi credibilità
di fronte ai dipendenti pubblici. La manovra economica in corso di adozione
blocca non solo il rinnovo dei contratti pubblici per il prossimo triennio,
congelando qualsiasi aspettativa dei dipendenti pubblici alle indennità di
vacanza contrattuale (7 ,0 euro mensili) ma addirittura congela la progressione
di carriera del solo personale pubblico, il cui contratto riconosceva rilievo
all’anzianità di servizio, vale a dire quello della scuola : altrochè premi per
chi lavora, vengono sottratti a centinaia di migliaia di dipendenti pubblici
della scuola dai due ai tremila euro all’anno lordi , frutto non di rinnovo
di contratti, ma di somme già imputate e messe a bilancio. Certo non si
aumentano le imposte a questi dipendenti: si toglie loro una parte di
stipendio, frutto di impegni assunti dallo Stato e dallo stesso disattesi.
Se non è questo mettere le mani nelle tasche di questi italiani(sono forse
extracomunitari? non bisogna avere la cittadinanza italiana per essere
dipendente statale?), mi si spieghi un altro significato plausibile della
frase. Ma quel che è peggio, alla luce delle promesse di Brunetta e Gelmini,
non si è detto : il personale della scuola deve concorrere nella misura di un
certo numero di miliardi di euro, gli aumenti per la progressione di anzianità
sarebbe costati tot miliardi di euro, li tagliamo in parte e incarichiamo i
dirigenti di individuare, in base al merito, a chi dare un parziale
riconoscimento per il lavoro svolto e il contributo che dà. Niente di tutto
questo: nel segno del più stupido appiattimento , degno dei più beceri regimi
totalitari di sinistra e di destra, si è bloccata indiscriminatamente la
progressione di carriera per tutti, dimostrando assoluto disprezzo per la
dignità dei singoli lavoratori, per il diversificato apporto che ciascuno di
questi da alla crescita del Paese. Non so sinceramente chi fra i dipendenti
della scuola potrà ancora credere, qualunque cosa dicano o promettano, a
persone che si sono comportate in questo modo.
venerdì 28 maggio 2010
'A morte 'o ssaje ched''e?...è una livella. Recitava Totò e questa manovra economica che altro è?
Dopo due anni a invocare il merito nella valutazione dei pubblici dipendenti,
con buona pace del ministro Brunetta e della ministra Gelmini, che aveva
addirittura promesso la destinazione del 30% di quanto sarebbe stato
risparmiato dai tagli sugli organici della scuola a incentivare i lavoratori
più meritevoli, ci hanno pensato il ministro Tremonti e il presidente del
consiglio Berlusconi a far perdere al governo in carica qualsiasi credibilità
di fronte ai dipendenti pubblici. La manovra economica in corso di adozione
blocca non solo il rinnovo dei contratti pubblici per il prossimo triennio,
congelando qualsiasi aspettativa dei dipendenti pubblici alle indennità di
vacanza contrattuale (7 ,0 euro mensili) ma addirittura congela la progressione
di carriera del solo personale pubblico, il cui contratto riconosceva rilievo
all’anzianità di servizio, vale a dire quello della scuola : altrochè premi per
chi lavora, vengono sottratti a centinaia di migliaia di dipendenti pubblici
della scuola dai due ai tremila euro all’anno lordi , frutto non di rinnovo
di contratti, ma di somme già imputate e messe a bilancio. Certo non si
aumentano le imposte a questi dipendenti: si toglie loro una parte di
stipendio, frutto di impegni assunti dallo Stato e dallo stesso disattesi.
Se non è questo mettere le mani nelle tasche di questi italiani(sono forse
extracomunitari? non bisogna avere la cittadinanza italiana per essere
dipendente statale?), mi si spieghi un altro significato plausibile della
frase. Ma quel che è peggio, alla luce delle promesse di Brunetta e Gelmini,
non si è detto : il personale della scuola deve concorrere nella misura di un
certo numero di miliardi di euro, gli aumenti per la progressione di anzianità
sarebbe costati tot miliardi di euro, li tagliamo in parte e incarichiamo i
dirigenti di individuare, in base al merito, a chi dare un parziale
riconoscimento per il lavoro svolto e il contributo che dà. Niente di tutto
questo: nel segno del più stupido appiattimento , degno dei più beceri regimi
totalitari di sinistra e di destra, si è bloccata indiscriminatamente la
progressione di carriera per tutti, dimostrando assoluto disprezzo per la
dignità dei singoli lavoratori, per il diversificato apporto che ciascuno di
questi da alla crescita del Paese. Non so sinceramente chi fra i dipendenti
della scuola potrà ancora credere, qualunque cosa dicano o promettano, a
persone che si sono comportate in questo modo.
con buona pace del ministro Brunetta e della ministra Gelmini, che aveva
addirittura promesso la destinazione del 30% di quanto sarebbe stato
risparmiato dai tagli sugli organici della scuola a incentivare i lavoratori
più meritevoli, ci hanno pensato il ministro Tremonti e il presidente del
consiglio Berlusconi a far perdere al governo in carica qualsiasi credibilità
di fronte ai dipendenti pubblici. La manovra economica in corso di adozione
blocca non solo il rinnovo dei contratti pubblici per il prossimo triennio,
congelando qualsiasi aspettativa dei dipendenti pubblici alle indennità di
vacanza contrattuale (7 ,0 euro mensili) ma addirittura congela la progressione
di carriera del solo personale pubblico, il cui contratto riconosceva rilievo
all’anzianità di servizio, vale a dire quello della scuola : altrochè premi per
chi lavora, vengono sottratti a centinaia di migliaia di dipendenti pubblici
della scuola dai due ai tremila euro all’anno lordi , frutto non di rinnovo
di contratti, ma di somme già imputate e messe a bilancio. Certo non si
aumentano le imposte a questi dipendenti: si toglie loro una parte di
stipendio, frutto di impegni assunti dallo Stato e dallo stesso disattesi.
Se non è questo mettere le mani nelle tasche di questi italiani(sono forse
extracomunitari? non bisogna avere la cittadinanza italiana per essere
dipendente statale?), mi si spieghi un altro significato plausibile della
frase. Ma quel che è peggio, alla luce delle promesse di Brunetta e Gelmini,
non si è detto : il personale della scuola deve concorrere nella misura di un
certo numero di miliardi di euro, gli aumenti per la progressione di anzianità
sarebbe costati tot miliardi di euro, li tagliamo in parte e incarichiamo i
dirigenti di individuare, in base al merito, a chi dare un parziale
riconoscimento per il lavoro svolto e il contributo che dà. Niente di tutto
questo: nel segno del più stupido appiattimento , degno dei più beceri regimi
totalitari di sinistra e di destra, si è bloccata indiscriminatamente la
progressione di carriera per tutti, dimostrando assoluto disprezzo per la
dignità dei singoli lavoratori, per il diversificato apporto che ciascuno di
questi da alla crescita del Paese. Non so sinceramente chi fra i dipendenti
della scuola potrà ancora credere, qualunque cosa dicano o promettano, a
persone che si sono comportate in questo modo.
sabato 22 maggio 2010
"Non verranno toccate sanità, pensioni, scuola e Università» promette Berlusconi. Sino a quando abuserà della pazienza degli italiani?
Sino a quando il presidente del consiglio abuserà non solo della nostra pazienza ma anche del preteso difetto di intelligenza?Certo, concionare i promotori della libertà non è facile in questo momento: bisogna, purtroppo, ammettere che Berlusconi è tempestivo in tutto, meno che nel vincere le elezioni. Nel 2001 a settembre le torri gemelle, nel 2008 in qualche mese la crisi economica più grave del dopoguerra. Tanto per restare in tema sanità, scuola e Università non occorre che vengano più toccate: il governo ha già fatto in due anni quel che basta per abbassare la qualità dei servizi offerti ai cittadini in questi ambiti. Per essere preciso - peraltro potrebbe intraprendere una consuetudine che potrebbe rendergli molto in futuro, smentire un suo video messaggio - il premier avrebbe dovuto dire ulteriormente colpite. Ma può aver colpito qualcuno e/o qualcosa lui che da sedici anni promette di ridurre le tasse, senza che nessuno si sia accorto che...non l'ha fatto? In politica basta promettere, è negli affari è che bisogna onorare gli impegni. Non per niente la sintassi latina ci insegna che i verbi spero , promitto, juro vogliono l'infinito futuro. E' il tempo verbale in cui vive il nostro premier. A noi , umili mortali, riserva il presente incombente.
Per i giochi olimpici Veneto tradito dalle lobbies legate al Popolo della Libertà. Zaia se ne accorge: al via una politica di lotta ...nel governo
Il presidente Zaia non lotta contro fantomatici avversari per il rispetto di alcuni principi in tema di candidatura veneta ad ospitare i giochi olimpici . E’ evidente che a tradire il Veneto sono state quelle stesse lobbies che si riconoscono a Roma nel governo nazionale e nel Popolo della Libertà.. Certamente, avendo fatto parte del governo Berlusconi, avrà avuto modo di impratichirsi delle logiche perverse che guidano scelte che non hanno nulla a che vedere con la valorizzazione, proprio attraverso lo sport , di bellezze naturali e giacimenti culturali di cui non solo Roma ma l’Italia tutta dovrebbe essere amorevole e un po’ gelosa custode. Proprio con gli amici della sua coalizione dovrebbe prendersela : e la lotta, se, come pare, in difesa dello sport non può che essere politica, va condotta all’interno della stessa coalizione che ci governa nel Veneto come a Roma. Si ripropone lo scenario che per quasi mezzo secolo ha caratterizzato sino agli inizi degli anni ’90 la vita politica italiana. Una lotta senza quartiere tra bande all’interno della coalizione che governa. Solo che la palestra per prepararsi a lottare in politica è l’opposizione: e Zaia nei suoi 42 anni di vita di opposizione non ne ha fatta proprio , in quanto da più di dodici dodici governa. Speriamo bene per il Veneto, con questa versione inedita di Zaia e Lega di lotta nel governo (ci auguriamo solo nazionale) per la difesa dello sport e dei giochi olimpici in Veneto
sabato 15 maggio 2010
Tagli ad indennità e stipendi pubblici? Solo tenendo conto del reddito complessivo: maggiori , quindi, per chi ha redditi più elevati. Visto che per i benefici è impossibile, almeno in tema di sacrifici ripristiamo l'equità.
Gli ipotizzati tagli alle indennità di quanti rivestono cariche pubbliche e ai dipendenti pubblici non dovrebbero partire dal basso ma essere un'iniziativa condivisa dalla maggioranza delle forze politiche di cui il governo dovrebbe semplicemente recepire la volontà. E comunque dovrebbero essere attuati non seguendo il generico principio della proporzionalità , bensì rigorosamente al contrario, il principio della progressività fissato dalla Costituzione per il prelievo fiscale: quanto maggiore è la somma di tutti redditi di cui un soggetto è percettore, tanto maggiore dovrebbe essere la contrazione subita dell'indennità o dallo stipendio, che l'amministratore o dipendente pubblico riscuote.Visto che per i benefici è impossibile, almeno in tema di sacrifici, ripristiniamo l'equità.
Gli ipotizzati tagli alle indennità di quanti rivestono cariche pubbliche e ai dipendenti pubblici non dovrebbero partire dal basso ma essere un'iniziativa condivisa dalla maggioranza delle forze politiche di cui il governo dovrebbe semplicemente recepire la volontà. E comunque dovrebbero essere attuati non seguendo il generico principio della proporzionalità , bensì rigorosamente al contrario, il principio della progressività fissato dalla Costituzione per il prelievo fiscale: quanto maggiore è la somma di tutti redditi di cui un soggetto è percettore, tanto maggiore dovrebbe essere la contrazione subita dell'indennità o dallo stipendio, che l'amministratore o dipendente pubblico riscuote.Visto che per i benefici è impossibile, almeno in tema di sacrifici, ripristiniamo l'equità.
giovedì 6 maggio 2010
Venezia non è Roma, Palazzo Ferro Fini non è Palazzo Chigi, ma Zaia non è sempre Zaia?
"In 89 Consigli dei ministri -ha detto il premier Berlusconi il 22 aprile scorso alla direzione nazionale del Popolo della Libertà - i verbali non hanno registrato un'occasione in cui il Popolo della libertà si sia dovuto fare indietro rispetto ad una proposta della Lega e abbia dovuto dire sì a qualcosa di non condiviso e tutte le nostre proposte sono state condivise dalla Lega".(sito www.l’occidentale.it –la direzione nazionale del Pdl raccontata via sms) Mi sono venute in mente queste dichiarazioni di due settimane fa del presidente Berlusconi quando ho sentito il discorso di insediamento del 5 maggio del presidente della Regione Veneto Zaia, con l’elenco degli episodi di malgoverno e di pessima gestione delle risorse che purtroppo caratterizzano le regioni del Sud, amministrate da un mese , con l’eccezione di Basilicata e Puglia, dal Popolo della Libertà. . Mi son chiesto :ma la pensava allo stesso modo anche quando era ministro? Ha mai fatto verbalizzare in Consiglio dei Ministri il suo dissenso dai provvedimenti che hanno finanziato i deficit dei Comuni di Catania e Roma e da altri provvedimenti ispirati alla stessa filosofia , denunciata con elogiabile veemenza a maggio 2010, ma professata – mi son chiesto - con la stessa indignazione anche nel periodo maggio 2008- aprile 2010? E’ vero quel che ha dichiarato pubblicamente il presidente Berlusconi? Se ci sono casi in cui l’ex-ministro Zaia ha fatto verbalizzare il suo dissenso, come è nella facoltà di tutti i componenti di un organo collegiale, come è il Governo, che al suo interno decide a maggioranza, senza che il dissenso di uno o più dei suoi componenti impedisca l’efficacia dei suoi provvedimenti, lo faccia sapere all’opinione pubblica. A chi l’ha votato farebbe sicuramente piacere: un dissenso allora privo di conseguenze, ma di grande (e forse costoso, Berlusconi l’avrebbe mai investito della candidatura alla presidenza della Regione Veneto per la coalizione?) significato politico.
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