sabato 22 maggio 2010
"Non verranno toccate sanità, pensioni, scuola e Università» promette Berlusconi. Sino a quando abuserà della pazienza degli italiani?
Sino a quando il presidente del consiglio abuserà non solo della nostra pazienza ma anche del preteso difetto di intelligenza?Certo, concionare i promotori della libertà non è facile in questo momento: bisogna, purtroppo, ammettere che Berlusconi è tempestivo in tutto, meno che nel vincere le elezioni. Nel 2001 a settembre le torri gemelle, nel 2008 in qualche mese la crisi economica più grave del dopoguerra. Tanto per restare in tema sanità, scuola e Università non occorre che vengano più toccate: il governo ha già fatto in due anni quel che basta per abbassare la qualità dei servizi offerti ai cittadini in questi ambiti. Per essere preciso - peraltro potrebbe intraprendere una consuetudine che potrebbe rendergli molto in futuro, smentire un suo video messaggio - il premier avrebbe dovuto dire ulteriormente colpite. Ma può aver colpito qualcuno e/o qualcosa lui che da sedici anni promette di ridurre le tasse, senza che nessuno si sia accorto che...non l'ha fatto? In politica basta promettere, è negli affari è che bisogna onorare gli impegni. Non per niente la sintassi latina ci insegna che i verbi spero , promitto, juro vogliono l'infinito futuro. E' il tempo verbale in cui vive il nostro premier. A noi , umili mortali, riserva il presente incombente.
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