domenica 18 aprile 2010
Contrordine,.......: le riforme istituzionali non sono la cosa più importante. Specie se rischiano di minare l'unità del Popolo della Libertà
“Non credo che le riforme istituzionali siano la cosa più importante”. E’ l’ennesima variazione sul tema . tre settimane fa, dopo la vittoria alle amministrative “Adesso abbiamo tre anni per fare le riforme!”.Ora il capo del governo ritiene evidentemente di poter ancora andare avanti con questa costituzione”Certo che l’elezione diretta del capo dello stato sarebbe un elemento di ulteriore democrazia” ammette a, ma si può evidentemente andare avanti. E farne a meno. Non esiste in Italia nessuno che sia in grado di chiedere conto al capo del governo delle sue repentine virate, sui temi più svariati..Anche se il paragone susciterà irritazione nel premier – che fortunatamente non ci legge - la mente corre a Giovannino Guareschi, scrittore, umorista e polemista e al suo celebre “Contrordine, compagni” riferito oltre mezzo secolo fa ai militanti dei partiti comunista e socialista, ritenuti dal liberale Guareschi così stupidi da adeguarsi pedissequamente , allineati e coperti, alle più assurde e contraddittorie indicazioni purchè provenissero dai competenti organi statutari dei partiti. .Qua compagni ce ne sono ormai pochi, per lo più in attesa di ordini non si sa né da chi né da dove, ma mentre gli ordini di Berlusconi possono anche non essere eseguiti, i contrordini meritano attenzione. Non esistono fogli notizie, mailing list , email , bollettini: ordini e contrordini vengono diramati in manifestazioni pubbliche. E se una volta si diceva carta canta, il creatore della televisione privata italiana non può che puntare sul video e sull’audio delle sue performance. Parlare di riforme istituzionali ha creato divisioni all’interno della coalizione? Il problema si risolve semplicemente togliendo momentaneamente il tema dall’agenda in attesa di tempi migliori. E’ chiaro che per eseguire questo contrordine non occorre fare assolutamente nulla. Il dibattito interno? A tutto il Popolo della Libertà basta e avanza il ticchettio del cuore del premier: dibattito rigorosamente bandito, preferito il battito Questa è la politica per Berlusconi. Unità ad ogni costo della coalizione sotto la sua leadership, garantita da partiti amici, come la Lega, a cui a volte si riconosce di più di quanto si sia disposti a dare ad alcune frange dello stesso Popolo della Libertà: talora a beneficiarne è addirittura la spesso demonizzata Unione di Centro, che quando si schiera con il Popolo della Libertà ottiene molto di più della componente cattolica del Popolo della Libertà capitanata dal povero Giovanardi, che, per sottrarsi alle grinfie di Casini, è finito con il dipendere dagli umori di Berlusconi e sodali. Le riforme istituzionali? Verranno tempi migliori: per intanto ci consoliamo. Non è vero che “L’esecutivo non ha poteri nella nostra Costituzione” , come lo stesso Berlusconi diceva due settimane. Si puo’, nonostante i patrigni costituenti tirare avanti. D’altra parte Calderoli non ha nulla in contrario. La sua bozza di riforma presidenziale , che tanto putiferio ha creato, può andare momentaneamente in letargo. E’ pronto a ritirarla fuori alla prima occasione: evidentemente la riforma che lui e Bossi credevano così importante non lo era, ma, come insegna Berlusconi, può sempre ridiventarlo. Solo in questo Berlusconi risponde ai dettami della politica tradizionale: mai dire mai: A meno che non si parli delle sue …vecchie aziende.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento