domenica 11 aprile 2010
Diritto in-costituzionale: mai come adesso l'esecutivo ha avuto tanto potere nella storia della Repubblica italiana. A che pro dire il contrario?
“Nella nostra Costituzione l’esecutivo non ha alcun potere” Anche così il presidente del Consiglio motiva l’urgenza delle riforme istituzionali: e lo fa, davanti agli industriali a Parma, con una frase lapidaria, che potrebbe essere in buona fede pronunciata da qualsiasi cittadino ma non da chi ha ricoperto negli ultimi nove anni per più di sette questo ruolo.Il Governo, infatti, giura e, conseguentemente, entra in carica solo dopo che il Capo dello Stato abbia accertato, attraverso la consultazione dei segretari delle forze politiche, che la maggioranza dei componenti di ciascuna Camera voterà la fiducia. Non esiste nella nostra Costituzione un operare del Governo separato da quello del Parlamento: quando si presenta al Parlamento il Governo può contare per far approvare i disegni di legge sul sostegno della maggioranza dei componenti di ciascuna Camera. La Costituzione attribuisce al Governo il potere di iniziativa legislativa , proprio perché è l’organo per le ragioni appena esposte che più facilmente può far approvare le leggi. Molto più di un singolo parlamentare, di un Consiglio Regionale o dei 50mila e più cittadini che possono presentare disegni di legge di iniziativa popolare: progetti destinati nella quasi totalità a non essere mai discussi e approvati dalle Camere, e a decadere alla fine della legislatura, ben diversamente da quanto accade per i disegni di legge governativi. Tant’è che quando non ha più il sostegno della maggioranza dei parlamentari, il Governo si deve dimettere. La frase di Berlusconi , se vuole avere un senso compiuto, non può che comportare il venir meno dell’approvazione dei disegni di legge presentati dal Governo da parte del Parlamento: ma , come anche gli Stati Uniti insegnano con il recente esempio della riforma sanitaria così faticosamente fatta approvare da Obama dal Congreso e dal Senato americani ( le due Camere di quel paese), qualsiasi repubblica (semi) presidenziale ha bisogno di un parlamento, formato di un a o più Camere. E le proposte dell’esecutivo debbono essere approvate dal parlamento. E allora ? La frase di Berlusconi è priva di senso compiuto: tant’è che, da due anni, grazie al voto di fiducia i disegni di legge così come escono dal Consiglio dei Ministri vengono approvati dal Parlamento. Nella storia della Repubblica italiana l’esecutivo non ha mai avuto tanto potere come da quando Berlusconi è capo del governo.
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