Lettori fissi

domenica 21 marzo 2010

AL POSTO DEL SENSO DELLO STATO IL SENSO DELLA...REGIONE?

La proposta di Bossi di consentire a Zaia di mantenere in caso di elezione a presidente della Regione del Veneto anche la carica di ministro è esemplificativa della scarsa consapevolezza dei problemi che anima i massimi esponenti – si parla del ministro delle riforme - della politica di questi nuovi anni.
Esistono tutta una serie di materie in cui il nostro ordinamento prevede una potestà legislativa concorrente di Stato e Regioni, in cui Stato e Regioni debbono trovare un accordo per legiferare a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione del 2001. Come è possibile, a lume di logica, che una persona possa essere al tempo stesso componente del Consiglio dei Ministri , in cui è incardinato il potere esecutivo e di iniziativa legislativa con buone possibilità di successo, visto che possiede la maggioranza nelle Camere, e presidente di una delle Regioni, portatrice di interessi diversi e contrapposti, non per scelta ma per il diverso ruolo affidato a Governo e Regioni dalla Costituzione?La cosa è improponibile a lume di logica. Eppure , dichiara il costituzionalista De Nardi intervistato dal Corriere del Veneto, sarebbe possibile se la Regione Veneto avesse esercitato la facoltà di darsi una legge elettorale (cosa che non ha fatto) prevedendo espressamente che il presidente della Giunta Regionale non fosse componente del Consiglio. Insomma l’incompatibilità è fra ministro e componente del Consiglio Regionale , quale il futuro presidente della Regione sarà in base alla normativa in vigore al momento della sua elezione. Le nefaste conseguenze dell’erronea applicazione all’esercizio di pubbliche funzione del principio “tutto ciò che non è proibito è consentito “ non hanno fine: dopo i doppi , tripli incarichi , parlamentare, componente del governo, ai vertici di enti locali, avremo anche questa commistione fra potere delle Regioni ed esecutivo ? Francamente sono cose che nessun politico o giurista di buon senso avrebbe potuto nemmeno ipotizzare sino a qualche anno fa, tant’è che sono numerosi i casi di conflitti di attribuzione e competenze sollevati fra Regioni e Governo davanti alla Corte Costituzionale. Ma questi nuovi politici hanno sostitutito al senso dello stato quello delle Regioni, come se quest’ultime non facessero parte dello Stato ?

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