domenica 18 luglio 2010
Dilaga la mancanza di senso dello Stato: evasione fiscale, infedeltà dei pubblici dipendenti. Ma c'è chi crede possa sul serio essere imposto?
La novità del redditometro, che dovrebbe cominciare ad essere applicato in ottobre, viene accolta, nonostante i proclami del governo, con scetticismo. E le ragioni di queste perplessità trovano fondamento nelle diverse esperienze negative precedenti.Gli è che la questione dell'evasione fiscale è il lato B della questione efficienza della P.A. e dei suoi dipendenti infedeli : queste due categorie di individui, apparentemente così lontani, sono accomunate dalla sottrazione sistematica di risorse che operano alla macchina statale. I primi non concorrendo alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva (niente progressività art.53Cost. ) , i secondi non adempiendo con disciplina e onore le funzioni pubbliche loro affidate e , se titolari di funzioni direttive, non assicurando il buon andamento della P.A. non individuando sfere di competenza, attribuzioni e responsabilità dei pubblici dipendenti (artt. 54 e 97 Cost. ). Crudamente si tratta di mancanza di senso dello Stato: ma c'è chi pensa possa essere imposto con provvedimenti legislativi e amministrativi ai refrattari?Non credo proprio:Berlusconi è il prototipo di questa impotenza dello Stato a contrastare chi, per i motivi più diversi, non avverte il bisogno di sentirsene parte. Siamo,invece, nel campo dell'educazione e della formazione. Ovvero delle cenerentole del nostro sistema di servizi alla persona.
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