L'elettorato italiano e veneto non ha memoria. Non sono i consiglieri che hanno votato contro l'emendamento Atalmi che voleva ridurre le indennità dei consiglieri regionali gli eredi delle forze politiche che hanno costruito il proprio consenso elettorale su corruzione del sistema e scandalo dei costi della politica dei partiti della Prima Repubblica? Amara considerazione questa di fronte ad un Consiglio Regionale che non riesce a approvare il bilancio regionale (e con la maggioranza che ha il governo regionale e l'imminenza delle elezioni questo comportamento ha un'arroganza giustificabile solo con la certezza della più inquietante impunità,non quella giudiziaria , bensì quella politica) e impedisce così il regolare pagamento degli stipendi di gennaio a decine di migliaia di lavoratori, che hanno la sola colpa di essere dipendenti pubblici. Insomma coloro che rivestono cariche elettive difendono la regolare liquidazione delle loro pingui indennità , ma non si curano di dar corso agli adempimenti che rendono possibile il regolare pagamento degli stipendi dei lavoratori pubblici. Giustamente questa maggioranza di Governo nazionale e regionale, di lotta (per i privilegi?) e di governo (delle disuguaglianze)candida come sindaco della città di Venezia il ministro della funzione pubblica Renato Brunetta che, fra le innumerevoli dichiarazioni rese alla stampa , e non smentite o fraintese, può vantare la proposta di modificare l'art.1 della Costituzione. L'Italia non deve più essere una Repubblica fondata sul lavoro. Ci spieghino lor signori su cosa rifondarla.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento