La lirica difesa e salvata dall'istinto di conservazione
A prescindere dai dati veritieri sui costi, nell'intervista sul Corriere del Veneto Tiziano Scarpa non ha, evidentemente, tenuto conto di quello che significa la lirica italiana non per l'Italia ma per il mondo intero , che ci vede come la patria del melodramma. E dell'incidenza che ha questo genere di spettacolo dal vivo su flussi turistici particolarmente pingui diretti verso il nostro Paese proprio in virtù di queste produzioni. Non solo la Fenice, ma L'Arena di Verona, La Scala, il Festival Rossiniano di Pesaro, l'arena Sferisterio di Macerata, il Festival dell'Operetta di Trieste . Se Scarpa partiva dall'assunto che, al di là dei costi, la lirica non è più espressione di una forma di cultura popolare ,com'era sino 50 anni fa, e ora altri generi ne sono espressione, questo suo punto di vista è sicuramente condivisibile. Ma le ragioni della costosa sopravvivenza della lirica non sono da individuare certo nella miopia del Ministero dei Beni Culturali, che non s'è accorto che l'Italia è cambiata, bensì nell'esistenza di floridi gruppi di pressione, che spaziano dagli operatori turistici a quelli che traggono la loro sussistenza dal settore. Certo i livelli di responsabilità sono vari: ma chi non ricorda di fronte al rogo della Fenice lo slogan "Com'era, dov'era"?Forse quest'approccio conservativo dell'esistente,che in nessun'altra epoca avrebbe portato alla ricostruzione di un teatro, al di là dell'innovazione tecnologica, identico esteriormente al preeesistente, spiega meglio di ogni altra analisi le ragioni del permanere dei copiosi finanziamenti alla lirica .
Cinquantatre anni, sposato con una figlia, laureato in giurisprudenza, dopo essere stato funzionario amministrativo di alcuni enti, dal 1992 insegna diritto ed economia negli istituti professionali e tecnici del Veneziano, da più di dieci anni nei corsi pomeridiani e serali dell’Istituto Luzzatti di Mestre . Attivo da sempre nel settore dell’associazionismo culturale, con interessi che spaziano dall’ ambito teatrale e quello cinematografico, è giornalista pubblicista dal 1987 : ha curato pubblicazioni, collaborato a diverse testate, anche quotidiani, è fra i fondatori del quindicinale on line www.nonsolocinema.com, di cui è direttore . E' iscritto a Italia dei Valori dal 2005: è stato candidato al Consiglio Comunale di Venezia per IdV sia nel 2005 che nel 2010.
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